Non mi Fermo per Nessuno
“Io misuro il sentirmi nell'esistenza presente, non le cose che passano affinché esso sorga".
— Sant'Agostino
Il tempo è l’entità più concreta e allo stesso tempo inafferrabile con cui l’uomo possa convivere. L’essere umano riflette sul tempo da sempre: da Parmenide ad Agostino, da Kant a Bergson fino ad arrivare al Problema del Tempo nella fisica teorica moderna, che mette in conflitto la scala cosmologica della relatività con la scala quantistica. Nel corso della storia gli sono stati dati nomi e forme diverse, gli antichi Greci sottolineavano una differenza sostanziale tra il tempo qualitativo e il tempo quantitativo, riconoscendone già da allora la molteplice natura. L’uomo ha cercato di appropriarsi del tempo, di renderlo malleabile, di misurarlo, scandirlo, organizzarne il flusso. Ha suddiviso le giornate per razionalizzare e dare un senso alla propria esistenza, quasi a voler esorcizzare il proprio caduco destino.
Quando ci si trova in un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, la costruzione artificiale che l’essere umano ha creato intorno ad esso si incrina. Questa frattura rivela il tempo per ciò che è realmente: l’esistere solamente in un istante. L’Hic et Nunc, il qui e ora di Heidegger in cui il tempo non è quantità ma presenza del sé in un singolo istante. La fotografia si inserisce perfettamente in questa sottile intercapedine; lo scatto tenta a suo modo di opporsi, di catturare, di trattenere e di immobilizzare un istante, un luogo, un volto, un’emozione. Un attimo di luce che nel momento stesso in cui viene fissato, è già perduto. Un’immagine diventa così la traccia di qualcosa che è stato e che non potrà mai essere di nuovo.
Category
Film Photography
Date
2026








